Sono trascorsi ormai alcuni anni da quando, fiducioso e ottimista, mi recai presso un ufficio INPS per ottenere gratuitamente la casella di posta elettronica certificata CEC-PAC. Gli anni sono passati invano, non c'è mai stato uno scambio documentale con la Pubblica Amministrazione, non si è mai aperto un canale di facilitazione e dialogo per espletare una qualsiasi pratica burocratica.
Un bel giorno, il primo Gennaio del 2015, ricevo un messaggio firmato e mi illudo che il sistema dia segni di vita. Leggo distrattamente, non mi rendo conto subito del contenuto. Oggi, mentre scrivo, vedo la solita fesseria all'italiana, e per irritarsi gradualmente si possono leggere i seguenti punti da 1) a 4); se invece si vuole arrivare subito ad un misto di delusione e ira, si vada al punto 4) immediatamente, e si legga soprattutto la parte evidenziata:
Si avvisa la gentile utenza che il servizio di Postacertificat@ (CEC-PAC), dedicato esclusivamente alle comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, sarà progressivamente sospeso per far convergere tutte le comunicazioni di posta certificata su sistemi di PEC standard, abitualmente utilizzati nelle comunicazioni tra cittadini, professionisti e imprese.
La sospensione del servizio osserverà la seguente tempistica:
1) dal 18 dicembre 2014 non sono più rilasciate nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, ivi incluse le caselle per le quali la richiesta di attivazione online è stata presentata in data antecedente, ma per le quali non si è ancora proceduto all'attivazione presso gli uffici postali;
2) dal 18 marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l'accesso alle stesse solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti;
3) dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi e l'accesso alle stesse sarà consentito, sino al 17 settembre 2015, solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti; dal 18 settembre sarà definitivamente inibito l’accesso alla propria caselle;
4) dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l’accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.
Dal 18 marzo 2015, tutti gli utenti CEC-PAC potranno richiedere una casella PEC, gratuita per un anno, inviando un'e-mail all'indirizzo richiestapec@agid.gov.it.
Con altra PEC, vi saranno inviate le semplici istruzioni per eseguire il salvataggio dei messaggi presenti nella vostra casella di Posta Certificata.
Riflessioni. Di nuovo sono stati sperperati soldi miei e di altri contribuenti per concludere un bel niente: un modello ideale del modo in cui funziona l'Italia, un caso da manuale.
Un fallimento sul fronte dell'efficienza dell'Amministrazione Pubblica, della riservatezza delle pratiche e della trasparenza. Spezzo una lancia anche a favore degli impiegati pubblici, che avrebbero potuto svolgere la loro attività in modo più interessante e proficuo anziché sbattersi tra le scartoffie (almeno quelli che lo fanno).
E poi, la grandiosa operazione di "marketing", coerente con l'attuale Governo, da far invidia ai venditori di pentole e vasche idromassaggio in TV: PEC gratuita per un anno! E poi si paga per una infrastruttura che un semplice cittadino utilizzerà soprattutto col servizio pubblico!
Conclusioni. Domani compirò 45 anni, il mio cervello non è più così svelto, se lo è mai stato. Ma ciò che penso davvero è che è necessario immaginare modelli di autosufficienza estrema pure in settori assimilabili a servizi pubblici, anche facendo leva sugli aspetti tecnologici. Molti purtroppo, per una qualche forma di analfabetismo informatico, spesso incolpevole, non si saranno neppure resi conto della questione PEC.
Mi rivolgo soprattutto a chi ha la mente più giovane e sveglia: impariamo e insegniamo ad usare dispositivi informatici come GPG per le firme elettroniche, come TOR per generare flussi di comunicazione riservati e in qualche modo sicuri, incominciamo ad immaginare reti fisiche che vivono per conto proprio quando è necessario (non c'è nulla di male ad essere interconnessi, ma un po' di cautela non guasta).
Chissà che mettendo insieme un po' di "mattoncini" si possano davvero cambiare le sorti, creare nuovi sensi di appartenenza, soprattutto tra chi, come me, non si sente affatto Italiano!
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