Ho preso, tardivamente, una via molto diversa da quella a cui parevo destinato, almeno nello stile di vita; questa condizione solleva almeno un paio di interrogativi che al momento ritengo importanti.
Ora che curo la qualità della vita molto più che in precedenza, è corretto che mi defili da usi e consuetudini dannose, anche se in tal modo urto la sensibilità di chi mi circonda?
Altra domanda: è corretto che da parte mia vi sia il tentativo con chi mi circonda di mettere in evidenza le opportunità di vivere meglio? Non posso non osservare che chi ha una cattiva qualità della vita danneggia anche chi gli è vicino o ne condivide alcuni passi.
Ho delle remore nell'applicare le risposte che seguono, perché io stesso ho avuto un pessimo stile di vita in tempi relativamente recenti e sono ancora all'inizio del cammino di miglioramento.
Queste le risposte.
La prima: bisogna rifuggire ogni possibilità di danno: è già così facile fare danno di per se stessi, sarebbe stupido farsi del danno per compiacere altri.
La seconda: entro certi limiti è necessario mettere in guardia chi ci circonda, ma si deve sottolineare il pericolo o dare suggerimenti in rapporto al vantaggio personale che si può trarre, purtroppo nella maggior parte dei casi è inutile insistere a migliorare l'altrui situazione; con persone estranee è ancor meglio troncare subito il discorso, in modo evasivo, al primo diniego.
Credo che quanto sopra scritto in modo sintetico contenga sviluppi interessanti e articolati per le più svariate situazioni.

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