lunedì 9 novembre 2009

Internet fantasma e soldi veri

Questo articolo è relativo a ciò che ritengo in parte un mio errore ed in gran parte una frode subita nell'uso di un servizio di carattere tecnologico che mi sta provocando, mentre scrivo, un piccolo danno economico.
Circa un mese prima della stesura di questo articolo, ho sottoscritto un contratto mensile con il mio fornitore di servizio di telefonia cellulare per accedere ad Internet attraverso il mio iPhone. Detto contratto è basato su una quota di traffico giornaliera e mensile a fronte della quale è previsto un prezzo di ingresso e di consumo: ma non è questa la sede per entrare nel dettaglio contrattuale. Detto servizio, dichiara il fornitore, viene rinnovato automaticamente scalando l'importo richiesto dalla quota di traffico pre-pagato, automaticamente, alla scadenza del mese di prestazione.
Per me, alla scadenza del termine mensile, il servizio non si è rinnovato e nello stesso tempo non ho ricevuto alcuna segnalazione a riguardo (via e-mail, sms o altro), ed ho continuato a fruire dell'accesso ad Internet con una tariffa decisamente maggiorata: la ricezione della segnalazione di esaurimento della quota prepagata mi ha costretto a riesaminare la situazione.
Risultato: il credito pre-pagato volatilizzato in breve tempo per qualche manciata di byte.
Ciò che emerge da questa esperienza, a parte ulteriori verifiche da effettuare col fornitore del servizio, è che probabilmente si possono arginare problemi di questo tipo in questi modi (e non solo, ritengo):
1. Sfruttare al massimo i meccanismi di controllo degli importi e degli stati dei contratti, specialmente quelli pre-pagati, utilizzando il più possibile i servizi di messaggistica (possibilmente gratuiti) messi a disposizione dal fornitore di servizi (ad esempio notifiche e-mail ad intervalli di tempo): detti servizi talvolta non sono messi così in evidenza.
2. Utilizzare il più possibile servizi di notifica sui propri mezzi tecnici (calendari e notifiche via e-mail) per tenere traccia del sopraggiungere di eventuali scadenze: per mezzi tecnici intendo sia i propri apparati (PC, cellulare) che servizi WEB (ad esempio alcune funzioni di GMail).
3. Accedere con frequenza ragionevole ai cosiddetti portali WEB delle società di servizio e consultare i profili e le descrizioni contenute: possibilmente individuare le variazioni, anche impercettibili, delle informazioni.
Spero che questi suggerimenti possano essere utili anche ad altri: mi rendo conto che sono azioni scontate, che già si eseguono con maggiore o minore attenzione e intensità, eppure vale la pena tenere viva sempre l'attenzione per i dettagli. I "coni d'ombra" sono sempre presenti nell'esperienza di vita di ognuno di noi: quanti danni nascosti grandi o piccoli subiamo senza rendercene conto? Non per questo si deve rinunciare al rinnovamento tecnologico ed ai benefici che ne derivano per la qualità della vita , anzi!

Non ho indicato quale sia il mio fornitore di servizio, per dare un contenuto da cui trarre facilmente conclusioni applicabili ad altri casi simili; inoltre ho avuto modo di osservare che il problema citato è comune a diversi fornitori di connettività di telefonia cellulare.

Mentre scrivo è aperta una richiesta di intervento per ottenere il recupero dell'importo erroneamente consumato ed intanto ho già pronta una bozza di lettera da inviare per via raccomandata al fornitore ed all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Spero di aggiungere interventi e notizie positive in merito, per me stesso e per chi legge, e soprattutto per questo Paese, che non solo non è una nazione per giovani ma non è neppure un Paese per la tecnologia.
Ma questa è un'altra storia!

4 commenti:

  1. Ieri mattina ho spedito una raccomandata a Telecom Italia (ormai si possono fare i nomi) reclamando un rimborso e documentando adeguatamente la richiesta; copia per conoscenza è stata inviata alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed alla associazione ADUC www.aduc.it

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  2. Non ho ancora avuto ritorno della raccomandata, strano.
    Intanto questa mattina ho dovuto chiamare il numero 119 per riattivare l'offerta Maxxi TIM iPhone: anche questa volta non c'è stato rinnovo automatico e non ho avuto alcuna informazione in merito. Però questa volta la TIM non è riuscita a rubarmi i soldi.

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  3. Qualcosa si muove: sono stato chiamato da una gentile signora dell'ufficio reclami di TELECOM Italia: probabilmente la questione si risolverà per il meglio. Tuttavia il Servizio Tecnico sostiene che io abbia spostato la SIM su di un altro apparato come causa del problema: cosa che non è mai accaduta e mi guardo bene dal fare.

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  4. Bene, il problema è stato risolto e l'errato esborso è stato reintegrato sul conto TIM. TELECOM-TIM è stata all'altezza della sua egemonia e supremazia tecnica: si potrebbe anche discutere su questo, ma se non ci fosse TELECOM temo che Internet ad alta velocità non esisterebbe proprio in Italia.
    Rimane sempre il solito suggerimento: controllare con frequenza ragionevole lo stato dei propri contratti.

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