Questa mattina, prestissimo come quasi tutti i giorni, sono andato a correre. La temperatura indicata dal termometro pubblico posato nei pressi della stazione ferroviaria indicava 6°C ed in effetti mi sentivo bene; eppure, già durante il riscaldamento, mi pareva di percepire degli sbalzi di temperatura repentini, come mai li ho provati all'aperto. Quando poi ho preso a correre, dopo il riscaldamento, mi sono reso conto che l'andatura e la respirazione non erano costanti ed erano legati all'intensità della nebbia ed alla temperatura: più nebbia o più freddo corrispondevano ad andatura impacciata.
Tornato alla mia abitazione mi è parso quasi di avere caldo, l'aria era assolutamente ferma.
Durante la colazione e la preparazione dello zaino per recarmi al lavoro, mi sono reso conto di un rallentamento delle mie operazioni, che di solito corrisponde a qualche cambiamento di clima repentino. Non ci ho fatto caso e sono partito in bicicletta: ho guardato il termometro di cui ho parlato prima: 4°C con la galaverna che si depositava al suolo. Ancora variazioni decise di temperatura, lo stesso al lavoro, ero perplesso.
Il ritorno a casa è poi risultato essere un vero e proprio processo di tempra, con temperature inaspettate al rialzo ed al ribasso; almeno l'organismo pare aver reagito in qualche modo, con quella caratteristica sensazione di 'bollore' interno provocato dal freddo e dal movimento. Ma per scaldarsi bisogna bruciare energia e credo di averne bruciate parecchie di calorie, tant'è che mi sono ritrovato a barcollare accanto al tavolo in cucina: per questa volta, al diavolo il piano alimentare!
Nessun commento:
Posta un commento