domenica 3 gennaio 2010

L'insostenibile pesantezza dell'essere

Natale: dolci, panettoni, spumanti e torroni. Un sacco di cose buone che si trasformano in trappole alimentari, attentati alla salute; attenzione però a non colpevolizzare a priori queste categorie di alimenti che in passato e per brevi periodi, se non momenti, erano un compendio calorico che aiutava a superare i rigori climatici dell'Inverno.
Io stesso, che tendo a controllare l'alimentazione ed associarla all'attività fisica, nelle Feste ho qualche problema a mantenere il peso entro il limite prefissato, eppure mi guardo intorno e rimango allibito osservando come i dolci natalizi e non solo vengano ingurgitati senza ritegno e senza alcun rispetto per se stessi; qualche tragicomica immagine o scena mi sovviene inevitabilmente.

Chi mi conosce da vecchia data potrà criticarmi per il fatto che in tempi ancora recenti ero a mia volta un individuo sovrappeso e "ingurgitatore", e quindi dovrei tacere: ma perché? Mi sono tirato fuori da una certa condizione con razionalità e forza ed ora esprimo un'opinione inconfutabile, e me ne vanto pure. Che il mio messaggio, benché duro e diretto, serva a qualcuno che vuol intendere!

La scena madre: pranzo luculliano, tutte le portate "spazzolate" dalla prima all'ultima, ed alla fine, al momento del caffè, ecco la frase epica: "Si potrebbe avere del dolcificante? Sa com'è, la dieta…". Una metafora del mondo d'oggi: farsi fuori 2500 Calorie in un pasto e frenare sul caffè zuccherato, mostruoso!

Di nuovo, pranzo o cena, comunque al termine di una abbuffata: si sente quel caratteristico rumore di "blister" per uso medicinale. Spuntano le pillole contro il mal di testa ed il mal di stomaco, ecco l'auto-somministrazione, individui sfigurati dalla fatica del troppo cibo, si stenta a capire se non sia un caso di doping inverso: se un atleta troppo ambizioso si sottopone a "doping" prima della prestazione, un mangiatore autolesionista si sottopone a "doping" dopo la prestazione?

Altra scenetta tipica: signori e signore dalla mezza età in su catturano qualcosa con fare furtivo, nei cassetti dei mobili di casa, già al mattino presto: sembrano cacciatori di topi, definirli "acchiappatopi" potrebbe essere troppo spregevole, ma non così distante dalla forma mentale che li conduce inesorabilmente ad un cattivo stile di vita. Non sono topi quelli che acchiappano, non senza un ammiccamento di speranza illusoria: sono medicinali contro l'acidità di stomaco, il colesterolo, l'ipertensione, l'ansia, la tachicardia… contro, contro, contro! Sarebbe meglio lasciarsi morire piuttosto. Eppure, fatte salve le vere condizioni patologiche, la soluzione c'è, e consiste nel nutrirsi in modo controllato e perdere il peso in eccesso; il passo successivo è amare se stessi, ma come si può fare in un paese maledettamente cattocomunista, dove se ci si cura del prossimo, lo si fa ipocritamente e solo per intenzioni, trascurando se stessi?

Il "panettone mostro" che decora il post è carino però! O no?

Nessun commento:

Posta un commento