sabato 1 settembre 2012

Perché corro?


Quando, al mattino, mi sveglio prestissimo per affrontare un allenamento di corsa, mi rinviene talvolta una domanda:"Perchè corro?". La prima risposta, la più semplice, sembra darla il corpo stesso, che chiede di uscire dal letto e muoversi, distendendersi e agire; questo distendersi è progressivo, motivato e saggio: non c'è l'immediatezza dell'azione, come se l'organismo avesse imparato che occorre un po' di tempo prima di essere pronti a partire, una molla che si deve caricare nei tempi dovuti. L'immagine che mi viene in mente per descrivere questa spinta a correre è quella del dispiegarsi, la prima volta, dell'ala di una farfalla, forse già la bellezza dell'intuizione immaginaria è un buon motivo per correre.
Il rito del caffè, mentre ascolto il silenzio intorno all'abitazione, accelera il risveglio del corpo e della mente, così che quest'ultima si pone la domanda in altri modi. Il mondo vibra e si muove dinamicamente, cosa c'è di meglio che una bella corsa per entrare in sintonia con esso? Non importa se piove, se fa caldo, se fa freddo, se c'è vento, se c'è nebbia, l'importante è sintonizzarsi con gli elementi, diventare un loro amico, fondersi con essi.
Ecco poi un altro motivo per correre: non so ancora per quanto, ma ancora posso permettermi di trovarmi rapidamente tra pioppeti, campi di grano e prati. Il respiro talvolta teso della corsa, fa sentire più forti gli odori ed i profumi della natura, così diversi dal lezzo delle vie urbane, buoni o cattivi che siano; un allenamento a ritmo di fondo lento consente ancora di scorgere dettagli su se stessi e ciò che vi è intorno. Negli allenamenti di qualità cambia la percezione, bisogna concentrarsi su se stessi, sullo sforzo, sul tempo, sulla distanza: eppure è ancora vibrazione positiva, all'unisono col mondo.
Non ultimo si corre per darsi una disciplina, per imparare a regolarsi e misurarsi: la tabella di allenamento è studio, prova, esame che si vive senza drammi, superando in un soffio l'apprensione che si affaccia nelle prove di qualità e mitigando l'impegno nelle sedute defaticanti.
In sostanza, si corre per vivere: l'allenamento non termina con la fine della sessione ma continua nelle attività di gestione della propria vita, nel lavoro, nello stare in società.
Si corre anche per la salute: la gratificazione psicofisica di una seduta di allenamento non è descrivibile.
Perchè corro?
Seguo e alimento una luce, una fiamma sempre accesa che mi guida e mi sostiene, non so se è fuori o dentro di me o in entrambi i siti, ma è lì, qualunque cosa accada. 

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