venerdì 18 dicembre 2020

Disseminazioni: Orologi e lutti, di Roberto Vacca, L’Orologio, 18/12/2020

Orologi e lutti, di Roberto Vacca, L’Orologio, 18/12/2020


Ferma tutti gli orologi – stacca il telefono

Dai un osso al cane che non abbai più

Chiudete il piano – i tamburi: in sordina.

Uscite con la bara – entri la gente a lutto.


Gli  aeroplani  sorvolino la piazza

E scrivano sul cielo LUI E’ MORTO

Sui colli bianchi dei piccioni: colletti neri  

Portino guanti neri i  pizzardoni


Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est, il mio Ovest

La settimana di lavoro – il mio riposo domenicale

Mezzogiorno, Mezzanotte, la parola, il canto.

Credevo che l’amore durasse per sempre. Sbagliavo.


Le stelle non servono più – spegnetele tutte.

Mettete via la luna, smontate  il sole

Versate via l’oceano – tagliate il  bosco

Niente, niente oramai andrà più bene. 


Il poeta inglese W. H. Auden [1907-73] scrisse questi versi [riporto l’originale più oltre] negli anni Trenta, dopo la morte di un suo amante. Auden era uomo sensibile, spiritoso, raffinato: so a memoria alcune poesie sue; in particolare quella del legionario Romano di guardia al Vallo di  Adriano:

 

“Sulla brughiera soffia il vento freddo

Ho i pidocchi e in più mi cola il naso.

mi piove addosso a scrosci, fo la guardia

al Vallo e nemmeno io so perché

la nebbia copre questi sassi grigi

la mia donna sta in Tungria; dormo solo.

Mi dicono che Aulo le sta dietro

è quel burino con la faccia amara.

‎Piso è cristiano: il suo dio è un pesce

A dargli retta non si scopa più”.


La  poesia funebre mi piace meno, Quando la lessi, mi stupii: il poeta descriveva la sua disperazione totale per la perdita dell’amico, ma non ci si concentrava poi tanto. Si concentrava  piuttosto a trovare le rime. Forse non era così disperato o, forse, era troppo abituato alla rima (come tanti altri poeti più famosi) e al metro (anche se non tutti i versi sono endecasillabi). Certo è forte il primo verso contro ogni distrazione: telefono e orologi.

Quando muore una persona  cara, parliamo spesso di orologi e ore. L’ orologio da polso del morto può continuare a segnare il tempo giusto, mosso dalla pila o dalla carica fornita dal suo braccio quando ancora si muoveva - e per chi rimane è un ulteriore dolore L’ora dell’evento viene scritta sul certificato di morte. Si concorderanno il giorno e l’ora del funerale. Queste attività possono aiutare a distrarsi dal proprio dolore che, in genere, è più intenso quanto più quella fine era inaspettata.

Letterati e poeti hanno scritto tanto sulla morte e su quella di persone vicine. Il povero Auden auspicava o immaginava certi eventi che sarebbero serviti solo a sottolineare la sua tristezza la sua inconsolabilità. Lasciava che il lettore apprezzasse l’impossibilità  che tutto il mondo condividesse la  sua angoscia e che capisse che per lui il mondo era finito.

Cadde preda della sua stessa figura retorica. Il fatto stesso di scriverne  in versi dimostrava che era ancora in grado di funzionare. Quindi avrebbe potuto rinnovarsi, provare altre esperienza, cercare  nuovi amori, ri-inventare  la  propria vita.

Lo sapeva bene, se scriveva “sbagliavo”. Ma non ci si può attendere che i poeti siano consequenziari.


_______________________________________.

Stop all the clocks, cut off the telephone, 

Prevent the dog from barking with a juicy bone, 

Silence the pianos and with muffled drum 

Bring out the coffin, let the mourners come. 


Let aeroplanes circle moaning overhead 

Scribbling on the sky the message He Is Dead, 

Put crepe bows round the white necks of the public doves, 

Let the traffic policemen wear black cotton gloves. 


He was my North, my South, my East and West, 

My working week and my Sunday rest, 

My noon, my midnight, my talk, my song; 

I thought that love would last for ever: I was wrong. 


The stars are not wanted now: put out every one; 

Pack up the moon and dismantle the sun; 

Pour away the ocean and sweep up the wood; 

For nothing now can ever come to any good.  

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