mercoledì 8 settembre 2010

Consumi quindi dipendi


I miei bisnonni hanno fatto tanto e lottato per ottenere che la ricchezza fosse distribuita equamente, sono riusciti perfino a porre le basi per emancipare la generazione successiva, quella dei miei nonni, passati  da uno stato di vera e propria servitù della gleba a quello di piccoli imprenditori artigianali o agricoli, pressoché autosufficienti, con un loro spazio vitale ed una distanza di rispetto verso i propri simili, che è cosa importante per vivere bene.
I miei genitori si sono mossi in un modo così normale e nello stesso tempo bizzarro che neppure comprendo se a causa di vera necessità o per inseguire sogni. Per false comodità ci si è giocati l’autosufficienza, l’indipendenza e la distanza di rispetto dai propri simili, tutti incasellati dentro quelle conigliere per esseri umani che costituiscono le grandi città.
Io ho “imparato” il finto benessere dai miei genitori e ci ho creduto, così ho avuto paura a fare e decidere da solo quando necessario, mi sono buttato a mia volta tra le braccia di una multinazionale e non ho più conosciuto l’indipendenza: ora è durissima tirarsene fuori, ma si può, se non altro spinti dall’insopportabilità dell’assenza della giusta distanza dai propri simili.
La generazione dopo la mia, in gran numero di individui, vivrà peggio dei servi della gleba. 

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