mercoledì 8 settembre 2010

Fregato


Trovandomi a trascorrere gli ultimi giorni di vacanze estive, sento la necessità di trarre un bilancio finale concernente non solo il periodo di pausa.
In effetti, quando si tirano delle conclusioni su un periodo breve, inevitabilmente sugli oggetti di bilancio si allungano le ombre di scelte effettuate in passato, anche remote nel tempo; non meno importante il fatto che l’ultimo anno della mia vita ha visto l’inizio di una rivoluzione individuale orientata al benessere e che non si è ancora conclusa.
Una rivoluzione positiva comporta cambiamenti e arricchimenti dei punti di vista, giustamente derivati da studio, osservazione ed esperienza. E’ buffo per certi versi, ma solo ora vedo dove “mi sono fatto fregare” e dove, invece, l’ho scampata, su quattro argomenti importanti per la tossicità che rivelano nella qualità della vita privata e sociale.
Cominciamo con le note positive.
Matrimonio: l’infanzia trascorsa in un condominio ha molti aspetti negativi, ma mi ha consentito di compenetrare la vita privata di molte famiglie, le pareti di un condominio non sono dei divisori bensì degli amplificatori acustici (però gli inquilini fingono che non sia così). E’ stato facile per me, fin da bambino, notare come la vita di coppia fosse avvelenata nove volte su dieci, con manifestazioni di stabilità e felicità apparenti in pubblico e tedio e tristezza tra le quattro mura (amplificatrici). L’esperienza mi ha poi insegnato che affinità e compatibilità di coppia sono cosa rara e quindi, essendo ben capace di stare da solo, non mi son fatto fregare.
Figli: facile vedere come siano considerati qualcosa da fare perché li fanno tutti gli altri, perché è una convenzione sociale, perché si spera di riempire il vuoto affettivo della coppia, per proiettare sotto forma di possibile successo i propri fallimenti, per avere un “bastone per la vecchiaia”, per sbaglio e così via, praticamente un orrore. Resomi conto che non ho ancora raggiunto la piena felicità individuale e neppure superato tutti gli ostacoli per un pieno benessere, perché cercarmi un altro problema? E questa era facile, non mi sono fatto fregare.
Ora le dolenti note.
Famiglia: mi sono ritrovato nella condizione di condizionato, lo stato di “bravo ragazzo” che segue i consigli dei genitori e della società convenzionale ha certamente ridotto lo sviluppo delle mie potenzialità: queste ultime stentano ora a rinascere, ma ci proverò. In pratica mi sono adagiato e assuefatto ad una condizione che i più considerano normale ma che mi stava conducendo velocemente al disastro psicofisico col trascorrere degli anni (come accade ai più). Non so fino a che punto sarà possibile recuperare la situazione, ma ci provo: mi disturba il fatto di essermi fatto fregare.
Lavoro: il lavoro si è mostrato con più facce e diverse opportunità, positive e negative. Un po’ di autostima non guasta e devo dire che le cose buone sono in fondo dipese da alcune mie corrette interpretazioni dell’attività (ma molte volte ho sbagliato o sono stato indotto a farlo). Ho coltivato l’attaccamento ad un gruppo di lavoro, ad un ruolo, quasi mi sono appassionato a certi progetti e certe realizzazioni, fin quasi a sentirmi un po’ parte dell’azienda, finché tutto si è smontato miserevolmente. Ho trasformato la perdita in una lezione proficua, adattandomi ancora e con esito positivo a nuovi ruoli, ma non basta ancora: anche la sede dell’azienda chiuderà a breve ed è il caso che mi trovo qualcos’altro da fare. Tempo e sforzi spesi per niente (a parte lo stipendio), in definitiva mi sono fatto fregare alla grande. Mi resta ancora un dubbio: riciclare l’esperienza accumulata o fare “tabula rasa” e seguire il richiamo di una vita più dura ma più semplice?
Fregato si, ma non spacciato.

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