Ho impiegato un tempo eccessivo per rendermi conto che il lavoro è solo una necessità e non un valore. E' doveroso aggiungere che il lavoro è tanto più una necessità quante meno sono le condizioni facilitanti (ricchezza, autosufficienza, eccetera) e le capacità individuali di mettersi nelle condizioni di non lavorare; mi pare superfluo dire che se si ama il lavoro che si svolge, be', forse non è un lavoro, è qualcosa di più simile ad un'arte. Non sono stato in grado di giungere a queste conclusioni da solo, il merito è di altri, questione di capacità: ed infatti mi tocca lavorare, e non so per quanto. A maggior ragione cerco di trovare nel lavoro che svolgo, qualunque esso sia, tutti gli aspetti positivi possibili. E soprattutto cerco di non perdere tempo: non perdere tempo significa essere libero allo scadere dell'orario lavorativo, volare via verso casa, in bicicletta, col vento tra i capelli ed un sacco di idee in testa. Mi guardo intorno, guardo gli altri, infine prendo in prestito le parole di una canzone di Rino Gaetano.
"Ma come fare non so,
Sì devo dirlo, ma a chi?
se mai qualcuno capirà,
sarà senz'altro un altro come me!"
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