giovedì 18 novembre 2021

Disseminazioni: Tempo salvato, rubato e restituito dalla rete, di Roberto Vacca OROLOGIO 18/11/2021

Tempo salvato, rubato e restituito dalla rete, di Roberto Vacca OROLOGIO 18/11/2021 


Sarebbe lunghissimo il tempo per navigare nella Biblioteca di Babele – e ci si troverebbe ben poco. È la biblioteca infinita inventata da Jorge Luis Borges composta da parole che sono sequenze casuali (di qualsiasi lunghezza) delle lettere dell’alfabeto e dei numeri. Deve contenere tutti i libri che sono stati e che saranno mai scritti. Però sfogliandone le infinite pagine solo molto di rado si trova un frammento o una parola intera. Chi possiede qualche decina di migliaia di libri raramente ne fa un catalogo – e cerca a memoria fra i suoi scaffali raffigurandosi le dimensioni e il colore del dorso di un libro che sa di avere, se non glielo hanno trafugato.

Mio padre aveva circa 20.000 volumi degli argomenti e delle discipline che coltivava [storia della matematica, culture orientali e tante altre]. Da bambino, lo vedevo girare fra i suoi tre studi mormorando titoli e aspetto esterno dell’opera cercata. In genere trovava il libro in meno di un’ora, anche col mio aiuto. Talora ci volevano giorni. Avrebbe avuto una vita più facile e produttiva, se avesse avuto a disposizione un personal computer.

Io uso un pc da decenni. Ho catalogato solo i miei libri di matematica, non gli altri – ne ho circa 10.000. Spesso trovo quel che cerco in una delle mie librerie entro pochi minuti. Se uso Google, riesco anche a ricostruire, se temporaneamente mi sfuggivano, il titolo esatto e il nome dell’autore. Qualche volta quel nome mi viene ricordato dalla macchina e, insieme, mi accorgo che ne ho una copia e me ne viene in mente anche la collocazione esatta  a pochi metri dalla mia scrivania: risparmio ore di tempo. Nella ricerca mi accade di ritrovare o di individuare un libro che farei bene a leggere. Quando si tratta di classici, anche recenti, sempre più di frequente ne trovo online l’intero testo o, quanto meno, le coordinate bibliografiche. Allora lo ordino, in genere a ibs o ad Amazon, lo pago con un bonifico o con la carta di credito e l’ho in mano uno o due giorni dopo. La tecnologia della comunicazione e dell’informazione su cui ho lavorato tanto, mi ripaga regalandomi tempo e cultura. Mi fa diventare “memorioso” come e più di Funes – altro mitico personaggio di J.L. Borges.

La ricerca negli anfratti della Rete, come accennavo, ti può avvicinare rapidamente a personaggi notevoli che non conoscevi. Ho scoperto l’esistenza di Alex Novrasteh del Cato Institute di Washington ed ho letto sulla rivista “Inside Sources” [Fonti Interne] il suo lavoro sugli effetti positivi che storicamente l’immigrazione legale ha avuto sull’economia. Sullo stesso argomento ho trovato un articolo di G. J. Borjas di Harvard.

Queste ricerche non sono scevre da rischi. Navigare in Rete è un po’ come per un goloso aggirarsi per una pasticceria. In un blog, in una bibliografia o negli atti di un dibattito ti accade di trovare un nome dimenticato, un concetto o una parola che ti spingono a cominciare un’altra esplorazione in territori anche lontani. Procedi e trovi parole, immagini, video di cui farai bene a trascurare la maggioranza, se no, perdi il tempo che ti scorre via a guardare roba di interesse fuggevole. È come se la Rete ti rubasse il tempo  che ti aveva regalato

In alternativa puoi anche sprofondare in linee di pensiero che ti affascinano. Qui rischi di perdere i link alle coordinate dei siti interessanti che avevi trovato. Quindi è buona norma, quando navighi nel Web e cerchi idee e parole che descrivono cose del mondo che non conoscevi, registrare, su un taccuino, un tablet o uno smartphone, le coordinate dei punti che tocchi – se no cadi nel senza "lo ritenere avere appreso".

 

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