domenica 2 maggio 2010

Da Ipazia a Keplero

Tarda mattinata al cinema, ho visto "Agora" di Alejandro Amenabar (lo scrivo senza accento, così non ci sono problemi di conversione dei caratteri). Bene, è un film da vedere: facile dirlo per me, che vedo tre o quattro film all'anno, al cinema intendo. Eravamo in sette o otto persone in sala, comunque meno siamo meglio stiamo.
Le inquadrature, i contesti e le situazioni mi sono parsi quasi sempre coerenti, con una forza espressiva notevole; bravi gli attori, con la giusta dose di stile teatrale. Non sono un esperto di storia, ma la ricchezza di dettagli mi fa intendere che vi sia coerenza anche sotto l'aspetto della ricostruzione storica, e non è casuale, pure i dettagli contribuiscono alla formulazione di messaggi. A differenza di alcuni altri film storici di cui le sole anteprime mi avevano procurato la nausea (tant'è che non li ho visti), i personaggi in questo caso sono verosimili rispetto ad un'epoca storica in cui non si era certi di vivere un giorno in più, ciò non è banale.
Detto questo, mi interessava veramente vedere come la vicenda di Ipazia ed il suo contorno siano riconducibili ai giorni nostri e come il film renda bene l'effetto. Il sapere, la conoscenza, la scienza come elementi di emancipazione, libertà e integrità e dall'altra parte la brutalità che deriva dalla cieca fede, dall'irrazionalità e dall'ignoranza colpevole. Non ho intenzione di mordermi la lingua o, meglio, di staccare le dita dalla tastiera: la visione di "Agora" dovrebbe essere imposta per decreto a tutti coloro che tanto decantano le nostre, presunte, radici cristiane: bisogna rendersi conto che la civiltà occidentale ha perso  1300 anni di comprensione del mondo, con tutte le nefaste conseguenze sulla qualità della vita umana, 1300 anni di buio delle menti e atteggiamenti contrari alla modernità. Oggi pare che siano gli integralisti islamici a fare le veci dei cristiani di Alessandria d'Egitto del IV secolo; non a caso i "parabolani" del film sono così inquietantemente simili agli odierni talebani (non ho scritto moderni, ovviamente).
Quasi con questo film si capiscono i motivi per cui la maggior parte della gente non capisce, il principale dei quali non sapersi mettere in discussione.

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