Dopo aver letto un articolo di economia su di un quotidiano in cui si parlava di abitazioni e relative classificazioni, ho riflettuto sul concetto di “seconda casa” sotto un punto di vista almeno originale.
Nonostante le incertezze e le vicissitudini economiche italiche, in molti vantano il possesso o l’uso di una seconda casa, spesso per le vacanze; chi ha meno fortuna è costretto quindi ad accontentarsi della cosiddetta “prima casa”. A causa della mentalità italiana si sprecano tempo e risorse per un luogo che deve essere giusto vivibile a scapito di altre priorità quali la salute, il benessere, la qualità della vita, lo studio, il tempo libero.
In qualche modo quasi tutti quanti vivono formalmente almeno in una prima casa ma, a mio avviso, si dovrebbe già parlare di seconda casa: la prima casa è il proprio corpo!
La prima casa è spesso abbandonata e lasciata a se stessa, la propria vera casa che cammina su due gambe è vuota e fredda, così si riempie l’”altra” casa (convenzionalmente la prima o la seconda, ovvero la seconda e la terza secondo me) di carabattole e suppellettili senza significato per riempire il riflesso di un vuoto che sta da un’altra parte.

Nessun commento:
Posta un commento