venerdì 25 giugno 2010

Vuoto

Ecco una bella scena italiana: un settantenne malvissuto che agguanta come una preda un giornale settimanale locale, nemmeno provinciale; per un po' si muove in modo disorganizzato, come un orso ballerino, accende il televisore sintonizzato su di una partita di calcio di cui non gli importa nulla, il volume abbastanza alto; si avvia verso il divano nel quale sprofonda sfatto, leggendo banalità senza significato, con tutta probabilità necrologi con fotografia ed i soliti articoli vuoti di galline rubate e vecchiette investite. Non ha rispetto alcuno per chi gli sta intorno e deve quindi subire i commenti vani e rumorosi di due cronisti sportivi che potrebbero indifferentemente vendere gelati agli eschimesi o uccidere talpe seppellendole vive. Ha ormai lo sguardo del pesce al mercato, al terzo giorno sulla bancarella, la pupilla opaca e assente. Bello spettacolo, un bel successo andare in pensione con un assegno mensile quasi doppio dello stipendio di chi scrive questo articolo; pensione meritata a fare lo yes-man in una fabbrica che non è mai stata capace di produrre qualcosa di meglio di automobili.
Mancanza di cultura, incapacità di interpretare la vita, vuoto esistenziale riempito coi bagliori e col baccano di un televisore.
Questo scenario si può moltiplicare per milioni di volte su tutto il territorio italiano, non è necessario essere un esperto di statistica per comprendere la situazione, è sufficiente guardarsi intorno con occhio disilluso: binario triste e solitario su cui molti sono avviati, e nella loro marcia sbarrano la strada a chi cerca una vita moderna e felice. E ci si stupisce ancora che l'Italia è un paese di vecchi! 

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