Mi accade sempre più di frequente di essere oggetto di dileggio e insulto durante i miei spostamenti in bicicletta o durante i miei allenamenti di corsa. Ciò accade soprattutto quando faccio valere i miei diritti, nei limiti del buon senso, essendo rispettoso a mia volta delle regole di circolazione stradale, quanto più possibile.
Per quanto riguarda il podismo, non è da molto tempo che faccio allenamenti assidui (circa un anno), per cui il fatto di essere aggredito verbalmente è stato per me un evento abbastanza sorprendente; mi sono domandato più volte:"Si saranno mica strappati i calzoncini? Ho assunto una postura ridicola?", oppure ancora, come accennato altrove, ho pensato di essere un catalizzatore di idioti. Ma ecco, un mattino, un altro podista corre poco distante da me, e da un'automobile fuoriescono esclamazioni di scherno a lui rivolte: lo guardo cercando a mia volta di capire cos'ha che non va, ma, niente, vedo un individuo con un ottimo fisico, una postura invidiabile ed un ritmo molto buono. Leggendo qua e là ho compreso che esistono atteggiamenti addirittura più aggressivi verso chi pratica sport per strada, fino ad una sorta di affronto da parte degli automobilisti che arrivano a sfiorare a mo' di sfida lo sportivo a bordo carreggiata (l'ho sempre sospettato, ora ne ho la certezza).
In fondo coloro che deridono o cercano di ostacolare chi fa sport di resistenza all'aperto, forse sono solo invidiosi. In passato mi irritavo tantissimo quando sugli attraversamenti ciclabili venivo ingiustamente redarguito oppure mi si diceva in malo modo di togliermi dalla strada in assenza di ciclopista: ora, coltivando un po' di equilibrio, posso permettermi di guardare con calma negli occhi i personaggi con cui ho a che fare in certi momenti, specialmente durante l'allenamento di corsa, e talvolta mi posso permettere qualche battuta ironica. Ciò che vedo in quegli occhi è noia e vuoto esistenziale ed in qualche caso mi è parso di capovolgere la situazione intravedendo un pensiero come questo:"In fondo vorrei correre anch'io come te, forse non sei matto…"

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