Qualche giorno addietro ho avuto occasione di scambiare qualche battuta con un ex professionista del ciclismo; abbiamo conversato abbastanza a lungo sulla tecnica delle biciclette da strada, da competizione in particolare, contemplando un bellissimo esemplare risalente ad oltre 50 anni fa.
Ad un certo punto l’ex atleta, che è anche un amico di famiglia, mi ha fatto notare come spesso lungo le strade si vedono biciclette iper-tecnologiche cavalcate da individui anziani se non vecchi e tutt’altro che atletici se non di frequente in forte sovrappeso; per contro tanti giovani brillanti sfilano veloci su biciclette che talvolta sfiorano i 10 o 15 anni di età.
Mentre ascoltavo l’argomentazione alcune immagini si rincorrevano nella mia mente, memorizzazioni casuali di biciclette con forma da libellula cavalcate da vecchi bisonti: il sospetto che la rievocazione di immagini e scene fosse in qualche modo condizionata non era però nullo.
Trovandomi in vacanza in un paese fuori mano, ho dovuto percorrere qualche chilometro in automobile per andare a far spese ed ho osservato con più attenzione le tipologie di ciclisti che incontravo lungo il percorso, traendo così la conclusione che è quasi sempre vera l’associazione tra tipo di bicicletta e tipo di ciclista sopra descritta.
Chissà perché, lo scenario mi ha fatto venire in mente la situazione sociale italiana per ciò che riguarda lo stato della vecchia generazione dominante e decadente e le nuove generazioni che devono forzare per farsi spazio.

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