Mi piace la bicicletta, come mezzo di trasporto e come attrezzo sportivo. Non ho ancora consolidato una conoscenza abbastanza approfondita dell’argomento, forse perché non lo amo ancora abbastanza, ma studiando ho già imparato e visto tante cose interessanti e talvolta stranezze.
Ma davvero, questa volta, ho rischiato di sputare il caffè che stavo sorseggiando per un sussulto dovuto ad un servizio del TGR piemontese: le immagini commentate mostravano il viaggio di un gruppo di pseudo-ciclisti trasportati in autobus fino in cima ad un colle d’alta quota per lanciarsi in discesa verso valle.
Lì per lì sono rimasto allibito e contrariato, poi quando ho visto che alcuni sfoggiavano anche biciclette da corsa di alta qualità ho sorriso per la comicità della situazione.
Accidenti, mi sono detto, questi hanno scambiato il ciclismo per una giostra: ma allora perché non andare direttamente al Luna Park?
Davvero un segno dei tempi questa virtuale amputazione delle gambe. Ridicolo!

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