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mercoledì 1 settembre 2010

Il serpente in farmacia




Questa mattina ho dovuto recarmi in una piccola città di provincia ed ho assistito ad una scena che mi ha lasciato a bocca aperta: una fila di vecchi (non dico anziani e sapete il perché) accodati a partire dal bancone di una farmacia fino sul marciapiede antistante; la fila era addirittura ripiegata su se stessa a formare una S, proprio come il serpente che costituisce il simbolo di molti stemmi di carattere sanitario.
Devo ammettere che la mia vita sociale è minima, ed è possibile quindi che ciò che mi ha destato sorpresa sia da considerare come cosa normale: secondo me non è così.
Spinto da uno spirito di osservazione ipertrofico, ammetto che non è un segno di equilibrio, ho osservato con più attenzione la popolazione che si muoveva per strada, in giorno di mercato oltretutto, popolazione con un’età media decisamente elevata. Ebbene, coloro che si ritrovavano accodati erano decisamente in sovrappeso, spenti, lamentosi e tristi, mentre pochi agili “vecchietti” si muovevano magri e scattanti tra negozi e bancarelle, talvolta conversando animatamente tra loro con occhio vivo e interessato.
L’impressione che ne ho ricevuto è che vi siano persone per cui il corpo subisce il passaggio del tempo ma l’essenza rimane sempre giovane e vitale e ciò dipende dal rispetto di sé almeno dal punto di vista alimentare e psicologico: il fisico diventa un veicolo per procedere chissà fin dove, come certi sassi solidi e ruvidi su cui si salta per attraversare a balzi un torrente. Al contrario, chi non ha cura di sé, scivola su sassi viscidi e annaspa nel torrente apparentemente agitato della vita.
Preciso che io stesso sono mezzo in acqua e con quanto scritto sopra non giudico e non provo avversione: anch’io sto ancora imparando a vivere. 

lunedì 18 gennaio 2010

Quasi amico a quattro zampe

Un paio di settimane fa, ero in montagna dai miei, sono andato a correre in tarda mattinata lungo il bordo di una strada asfaltata: tutto intorno era solo una sottile crosta di neve e ghiaccio. Ad ormai poca distanza da casa ho percorso veloce e sorprendentemente leggero un lungo rettilineo leggermente in salita e, contro sole, mi sono immerso nel riverbero: un sole inaspettato inondava di luce la valle. D'un tratto, nei pressi di una casa isolata, un piccolo essere scuro e col pelo lucido sbuca dalla neve e mi salta addosso felice come se avesse riconosciuto qualcuno, tanto da fermare la mia corsa. Giusto una carezza e cerco di convincere il giovane cane, un bel segugio, a tornare sui suoi passi; riprendo a correre e lui è lì che si diverte a intrecciarsi col mio passo rischiando di farmi cadere... Corriamo, corriamo. L'animale non vuol saperne di tornare indietro: anzi mi anticipa nel percorso seguendo, incredibilmente, le mie stesse tracce del giorno prima. Giunto a casa cerco di fargli capire che deve tornare da dove è venuto e lo lascio fuori; mi rimetto in sesto confidando che il segugio se ne sia andato; invece se ne sta nell'orto ad aspettarmi e, quando mi vede, si avvicina festoso girandomi intorno instancabilmente. Il proprietario allarmato, avvertito in qualche modo, viene a riprenderselo. A questo punto capisce e se ne va col padrone, quasi con un cenno di saluto e come a dire:"Speriamo di correre ancora insieme".

Mi hanno riferito in seguito che quel segugio viene da lontano, dall'Ucraina, una nazione di corridori e maratoneti: chissà cosa gli ho ricordato?

mercoledì 28 ottobre 2009

Vacanze 2009


Bene, un mese di vacanze, a cavallo tra la metà di Ottobre e la metà di Novembre. Alcuni amici e colleghi così mi si sono rivolti:"Ti farai un viaggio in qualche luogo incredibile!". La mia risposta credo che li abbia decisamente delusi:"Vado sempre al solito posto, in un paese come il Macondo descritto da Garcia Marquez in un suo romanzo, tutt'al più raccoglierò castagne". In verità non ho ancora raccolto castagne mentre scrivo, in compenso ho collezionato una scorta di ottime mele rosse. Insomma, per molto tempo mi sono sentito un po' inadeguato per il fatto di non essere un 'visitatore del mondo', al punto che mi sarei messo in movimento giusto per provare questa esperienza che più o meno tutti coloro che mi circondano realizzano. Poi ho avuto modo di riflettere, grazie ad una citazione trovata su WEB che mi ha sbloccato la mente, e mi sono domandato:"Perché andare lontano in un luogo più o meno esotico e abbandonare l'opportunità di fare splendide corse in montagna e bellissimi giri in Mountain Bike, in uno sfondo di colori incredibili?". Già, perchè?